Portale turistico
della Città di Pitigliano

Vie Cave

Affascinanti percorsi dove la natura si fonde magistralmente con storia e arte

Le Vie Cave, chiamate anche tagliate o in dialetto cavoni, sono antiche strade sacrali di epoca etrusca, parzialmente incise nella roccia vulcanica (il tufo) circa duemilasettecento anni fa. Venivano utilizzate per il trasporto dei defunti nella cosiddetta città dei morti: ecco spiegato il motivo delle adiacenti necropoli.
Non tutte le Vie Cave sono di matrice etrusca. Alcune, infatti, furono realizzate in epoca medievale come alternativa viaria e venivano percorse dall’uomo e dagli animali.

Col tempo vennero sempre più approfondite creando quelli che, oggi, sono degli spettacolari canyon.
Le pareti perpendicolari raggiungono anche venti metri e rivelano approfondimenti, simboli, date e grafie lasciate dall’uomo nel corso dei secoli. In diverse compaiono incise delle croci, probabilmente realizzate nel periodo in cui il cristianesimo si affermava sulle altre religioni, in altre sono presenti edicole religiose nelle quali sono raffigurate sbiadite immagini sacre.

La larghezza delle Vie Cave varia dai due ai tre metri; alcune presentano delle piccole fossette ricavate sul fondo per assicurare una comoda viabilità all’uomo e, soprattutto, agli animali da soma.
Il caleidoscopio vegetativo che le avvolge gode di un particolare microclima generato dal sovrastante bosco ceduo in cui crescono muschi, felci e capelvenere, assieme a una particolare varietà di piante officinali.

Oggi le suggestive Vie Cave, disposte intorno alle cittadine d’arte di Pitigliano, Sorano e Sovana, offrono la possibilità di rendere unica la vostra visita regalandovi un’emozionante escursione tra natura e storia, spesso associata a una dieta composta di stuzzicanti cibi e soavi vini gustati presso i caratteristici punti di accoglienza e ristoro.
Il periodo migliore per la passeggiata lungo le Vie Cave e il suo ambiente naturale va da primavera sino all’autunno inoltrato. Non lasciatevi sfuggire questa unica e affascinante visita perché sarete rapiti dalla bellezza dell’incontaminata terra d’Etruria.

Indice dei contenuti

La Via Cava dell’Annunziata

La Via Cava dell’Annunziata fu pensata nel Medioevo come alternativa viaria all’antica Via Cava di Turriano, oggi Via Cava di San Giuseppe. Si raggiunge dopo aver passato il ponte sul fiume Lente, alla sinistra della SP 42; alla sommità del suo sinuoso tracciato sono presenti un’edicola religiosa dedicata alla Madonna e alcune grotte rupestri che fecero parte dell’antico romitorio.

Gli ambienti, semi ostruiti dall’incalzante vegetazione, mantengono le tracce della vita monastica sviluppatasi nel XVI secolo. La congregazione del S.S. Sacramento di Pitigliano, che custodiva e proteggeva la Via Cava, diede origine alla cerimonia equinoziale del 25 marzo, giorno dedicato all’Annunziata e all’inizio del ciclo liturgico.

Al termine di questa Via Cava si conserva un interessante colombario, muto testimone di un’epoca passata, realizzato nella roccia per accogliere i colombi, composto da due vani sovrapposti che si affacciano nel profondo dirupo con una regolare apertura verso l’abitato di Pitigliano; al suo interno, ricavate sulle pareti, si osservano delle piccole celle di forma cubica disposte parallelamente tra loro.

La Via Cava di San Giuseppe

Lungo la SP 42, oltre il ponte sul fiume Lente, inizia il percorso di visita alla Via Cava di San Giuseppe. Originata dall’etrusca via degli inferi, permetteva di agevolare il trasporto del defunto alla necropoli che si estendeva dal greto del fiume fino ai terrazzamenti tufacei ricavati a ridosso della Via Cava.

Lungo il cammino possiamo vedere numerosi sepolcreti di diverse architetture: dalla più antica tomba a cassone, costituita da una fossa scavata nel bancone tufaceo, alla tomba a camera semplice e a doppia camera, datate VII e VI secolo a.C. Nel tragitto scorgiamo nelle pareti i vari approfondimenti compiuti secolarmente che rendendo la nostra vista emozionante.

Alla fine dell’Ottocento la via cava prese il nome di San Giuseppe acquisendo anche il rito religioso proveniente dalla vicina Via Cava dell’Annunziata; testimone è l’edicola religiosa presente alla sommità che fu realizzata nel secolo scorso dalla pittrice Licia Formiconi.

L’itinerario prosegue lungo un sentiero divergente che raggiunge un fontanile nominato La Fonte dell’Olmo, alimentato da una bolla sorgiva dove l’acqua zampilla da un antico mascherone faunistico e termina in un’ampia vasca.

La Via Cava di Fratenuti

Lungo la strada che circonda Pitigliano siamo rapiti da una profonda e rigogliosa valle che cela il passaggio verso la Via Cava di Fratenuti, così chiamata sin dal secolo scorso per un convento rupestre in abbandono, abitato dai frati minori sino al XIV secolo.

Creata in epoca etrusca per le processioni funebri in onore dei defunti, fu sensibilmente trasformata in epoca romana, divenendo un indispensabile tratto viario di congiunzione con l’antica via Clodia che connetteva le ville romane con i centri di maggiore interesse.

Superato a piedi il guado del torrente Meleta, affrontiamo il tragitto all’interno della Via Cava; questa – incisa fortemente nei secoli dal frequente passaggio dei mezzi di trasporto e dagli animali da traino – consentì di migliorare e velocizzare il tratto tra le alture e le aree pianeggianti. Oggi la Via Cava, meta di numerosi visitatori e appassionati di trekking, si presenta come un ciclopico corridoio, molto profondo e ricco di coinvolgenti sensazioni e di innumerevoli varietà botaniche.

Nel suo percorso ammiriamo i resti di un ipogeo romano realizzato per l’allevamento dei colombi, numerosi sepolcreti di epoca etrusca (risalenti al VII secolo a. C.) e nelle alte pareti troviamo incise alcune piccole croci, particolari simbologie e alcune date. Al termine della Via Cava si nota un’edicola religiosa, priva dell’immagine della Vergine, che indica il luogo della sua probabile apparizione ai sofferenti, accolti sin dalla metà del Trecento in un modesto lazzaretto.

La Via Cava della Madonna delle Grazie

La Via Cava della Madonna delle Grazie prende il nome dal Santuario Mariano posto alla sommità del tragitto che è particolarmente impegnativo per suo dislivello. La via, tracciata a ridosso di alcuni sepolcreti etruschi, fu realizzata nel diciottesimo secolo in alternativa alla Via Cava di Fratenuti.

Il percorso, che si snoda nella penombra del costone tufaceo, prende il via a fondo valle dopo aver superato agevolmente un ponte, caratterizzato dalla presenza di un vecchio mulino a ridosso del torrente Meleta. Oltre alla flora spontanea e all’inestricabile vegetazione, qui possiamo ammirare la caratteristica panoramica della Città di Pitigliano.

Arrivati alla sommità raggiungiamo il Santuario della Madonna delle Grazie, dove – come tramandato a noi da racconti popolari – vi fu la prima apparizione della Vergine, avvenuta nel 1400.

La Via Cava del Gradone

La Via Cava del Gradone si trova all’interno del Museo Archeologico all’Aperto “Alberto Manzi”, sulla SP 127 del Pantano dove è presente un ampio parcheggio per chi arriva in automobile.

Una volta acquistato il biglietto d’ingresso, un sentiero vi guida alla Via Cava. Il percorso mistilineo per un breve tratto diviene ripido e impervio per cui si consiglia di tenersi saldamente al corrimano posto lateralmente alla parete di tufo.

Scendendo ancora si arriva alla fine della strada dove, tra gli ubertosi alberi, è possibile visitare la Necropoli Etrusca di San Giovanni. Poiché siamo immersi nella natura, per concludere la visita occorre tornare indietro e risalire la Via Cava sino all’ingresso.

La Via Cava di Poggio Cani

La Via Cava di Poggio Cani è situata appena fuori dall’abitato di Pitigliano. Oltrepassata l’antica Porta di Sovana, un sentiero campestre in leggero pendio conduce di fronte a un’edicola religiosa da cui inizia il percorso di due vie parallele incassate nel tufo che scendono a valle raggiungendo diversi percorsi di visita per altre Vie Cave.

Nel diciannovesimo secolo questi due tratti viari erano comunemente chiamati Via Cava Vecchia e Via Cava Antica. Il tragitto della Via Cava Antica era, in epoca etrusca, il percorso religioso compiuto dal corteo funebre verso le adiacenti necropoli, mentre la Via Cava Vecchia fu creata nel medioevo come alternativa viaria.

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